lunedì 5 gennaio 2015

CIAO PINO



Cammina cammina

Nc’oppa l’evera ca addore se ne scennene e’ culure
e cammina o vicchiariello sotta a luna
quante vote s’è fermato pe’ parlà cu qualcheruno
e nun c’è sta mai nisciuno che se ferma po’ sentì
E cammina, cammina vicino ò puorto
e rirenno pensa a’ morte
se venisse mò fosse cchiù cuntento
tanto io parlo e nisciuno me sento
Guardando o mare penso a’ Maria ca’ mo nun ce sta cchiù
so sulo tre anni e ce’ penso tutte e’ sere
passo o’ tiempo e nun me pare o vero
E cammina, cammina vicino ò puorto
e chiagnenno aspetta a’ morte
sotta a’ luna nun parla nisciuno
sotta a’ luna nisciuno vo’ sentì.

sabato 29 novembre 2014

SCUOLE A CONFRONTO

Interessante operazione della Fondazione Agnelli con la piattaforma "Eduscopio". Vengono messe a confronto scuole simili e limitrofe mediante l'analisi dei risultati degli studenti iscritti all'università. Potrebbe essere un'ipotesi concreta per valutare il lavoro svolto dalle scuole superiori.
Foto: pixabay.com


No alle medaglie, sì al confronto fra istituti simili così “Big data” è vincente

di Riccardo Luna

Dopo il tentativo fallito del 2011 anche il governo ci riprova con “un format di autovalutazione”

Il 27 dicembre 2011 il ministro dell’Istruzione del governo Monti, il professor Francesco Profumo, firmò una circolare alla quale teneva molto: si chiamava “scuola in chiaro — diffusione online dei dati delle singole istituzioni scolastiche”.
Puntava a rendere finalmente trasparente e confrontabile la qualità di ciascuna scuola con il duplice obiettivo di aiutare la scelta dei genitori degli studenti al momento delle iscrizioni e di fissare dei miglioramenti misurabili per i docenti. Il 12 gennaio del 2012 il portale venne messo in Rete: era progettato e disegnato piuttosto male ma non è per questo che naufragò. Naufragò perché affidava il caricamento dei dati alle scuole che avrebbero dovuto quindi volontariamente mettersi a nudo ed esporsi a confronti e giudizi. Va detto che a volte i numeri non dicono tutto di una scuola e che i paragoni andrebbero fatti solo fra istituti simili: un dato di abbandoni alto in una scuola della periferia del sud, non tiene conto delle difficili condizioni sociali e quindi magari dei miglioramenti.
Ma se invece i dati vengono pesati e raccontati la trasparenza è il primo passo di una scuola che assume su di sé l’impegno di migliorare continuamente l’offerta formativa con i (pochi) mezzi a disposizione. Perché alcuni ci riescono ed altri no? Non si tratta di dare medagliette (i professori, e ce ne sono tanti, che stanno riuscendo a fare miracoli didattici ogni giorno non le cercano; si accontentano di un grazie). Il punto è: ci sono modelli che possiamo copiare? Solo così si migliora: osservando, misurando, comparando e se del caso imitando.
Della “scuola in chiaro” di Profumo resta un link sulla homepage del sito web del ministero che porta ad una serie di pagine praticamente abbandonate. In questo senso l’operazione trasparenza lanciata dalla Fondazione Agnelli con Eduscopio è una rivoluzione: la piattaforma è ben progettata ed è molto usabile anche per chi non è esperto. E l’idea di collegare la base dati dei voti degli studenti universitari con le scuole secondarie di provenienza è una brillante operazione di “big data” per avere degli indicatori che hanno molto senso.
Ma la cosa migliore a mio avviso è la cautela con cui i dati vengono presentati: non esistono classifiche nazionali, che non hanno senso; i confronti invece vengono fatti solo fra simili e limitrofi. Ci saranno polemiche? Inevitabile. Sono possibili miglioramenti? Non c’è dubbio. Ma la strada è questa. Come dimostra il fatto che proprio l’altro ieri il ministro Giannini abbia lanciato “il format per il rapporto di autovalutazione delle scuole”: attraverso 49 indicatori le scuole sono invitate a riflettere su se stesse e migliorarsi. A luglio i risultati online. Erano 15 anni che se ne parlava.

da "La Repubblica" del 29/11/2014
Per saperne di più:

lunedì 20 ottobre 2014

100 COLORS

100 COLORS

Shinjuku Central Park, Tokio, 2014
Progetto di Emmanuelle Moureaux

venerdì 10 ottobre 2014

Rifkin: Vivere senza petrolio? Sarà una rivoluzione come quella di Internet



"Non è la fine del petrolio, è il tramonto di un'era. La società gerarchizzata, fortemente accentrata nel potere e nelle ricchezze, si sta lentamente sgretolando. E al suo posto comincia a prendere forma un modello a rete, in cui centinaia di milioni di persone producono l'energia che serve alle loro case e alle loro attività. È una rivoluzione sociale, non solo energetica". Jeremy Rifkin, presidente della Foundation on Economic Trends, commenta senza stupore l'annuncio dei Rockefeller di uscire dal business delle trivelle. "Non mi meraviglio perché chi alza lo sguardo vede i trend", continua Rifkin. "La transizione dal sistema produttivo basato sui combustibili fossili a quello basato sull'internet dell'energia è in atto e sarà inarrestabile come lo è l'espansione dell'internet della comunicazione. I due modelli sono simili: si basano sul passaggio da una logica verticale, in cui pochi godono di molti benefici, a una logica orizzontale, in cui i vantaggi e la conoscenza vengono distribuiti".
Eppure gli Stati Uniti stanno puntando molto sullo shale gas, non è un rilancio dei combustibili fossili sotto altra forma? "È una bolla che scoppierà presto: non ci sono le condizioni per uno sfruttamento conveniente in larga scala di una risorsa che è molto diluita, costosa nell'estrazione e con procedure estrattive ad alto impatto ambientale".
Se il passaggio al nuovo modello è inarrestabile, come spiega la crescita di tensioni, anche geopolitiche, attorno ai giacimenti di fossili? "Dire che il processo è inarrestabile non significa dire che scorrerà sul velluto. Le resistenze sono forti. Ma sono forti anche le tensioni competitive tra gruppi e tra Paesi che si contendono la leadership delle nuove tecnologie. Le grandi agenzie internazionali sull'energia prevedono che tra breve le rinnovabili scalzeranno il dominio dei fossili, ma non dicono quali Paesi saranno tra i vincitori e quali tra gli sconfitti perché questa partita è ancora in corso".
L'Italia, che lei frequenta spesso, sarà dalla parte dei vincitori o da quella degli sconfitti? "L'Italia ha il sole ma non ha il solare, la Germania non ha il sole ma ha il solare. I segnali che sono venuti dagli ultimi governi sono scoraggianti: per permettere la rivoluzione tecnologica basata sulle fonti rinnovabili e sull'efficienza ci vogliono continuità di indicazioni, costruzione di infrastrutture, manovre coerenti. La Germania lo ha fatto e ne sta traendo grandi benefici, anche dal punto di vista occupazionale. L'Italia si è fermata a metà strada e sembra voler tornare indietro, più interessata alle trivelle che all'energia pulita: se non metterà a punto una filiera nazionale dovrà continuare a comprare all'estero gli strumenti necessari per avere energia".
Nel libro che ha appena pubblicato, La società a costo marginale zero , lei parla di internet delle cose. Qual è il nesso con l'energia? "Il nesso è forte. Da una parte abbiamo il costo marginale dell'energia che tende a zero perché, una volta pagati i costi di costruzione degli impianti, il sole è gratis e il vento non manda la bolletta. Dall'altra il modello internet ha varcato il muro della vita reale modificando logistica e convenienze energetiche: oggi puoi progettare in un luogo e realizzare gli oggetti in un altro con stampanti a 3d. Evitando trasporti, cioè consumi energetici e inquinamento ".

Tratto da la Repubblica del 10/10/2014

Repubblica.it

LA BUONA SCUOLA? QUELLA CHE NON UCCIDE GLI ISTITUTI D’ARTE


di Andrea Ragazzini - Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità

Gentile Direttore,
nel documento del Governo Renzi La buona scuola il quinto capitolo, dal titolo Fondata sul lavoro, è dedicato al rapporto tra la scuola e il mondo del lavoro, a partire dalla constatazione che “a fronte di un alto tasso di disoccupazione, le imprese faticano a trovare competenze chiave”, tanto nell’industria elettronica e informatica quanto in settori come quelli del mobile e dell’arredamento. Le premesse sono condivisibili e i propositi meritori. Apprezzabile in particolare l’idea della Bottega scuola, cioè “esperienze di inserimento degli studenti in contesti imprenditoriali legati all’artigianato, al fine di coinvolgere attivamente anche imprese di minori dimensioni o tramandare i mestieri d’arte”. Ma oltre a frequentare le botteghe degli artigiani, per gli studenti interessati ai mestieri d’arte c’è bisogno di una scuola ad hoc, un percorso di studi che dia loro una specifica preparazione professionale. Che attualmente non esiste più.

martedì 16 settembre 2014

TLG 2.0 – Through the looking glass 2.0


rassegna di videoarte a cura di Susanna Crispino
in collaborazione con il Polo Museale di Gualdo Tadino
Museo Civico Rocca Flea
21 Settembre 2014 ore 11:30


Gli spazi espositivi della prestigiosa Rocca Flea di Gualdo Tadino ospitano TLG 2.0 – Through the looking glass 2.0, rassegna di videoarte proveniente dalla VIII Biennale delle Arti di Shiryaevo a cura di Nelya Korzohva e Roman Korzhov (Shiryaevo/Samara, Russia 2013).

L'esposizione, a cura di Susanna Crispino in collaborazione con il Polo Museale di Gualdo Tadino, riunisce dieci artisti italiani affermati nel panorama internazionale intorno al tema della verità dell’immagine.

Le opere video di: Bruno Di Lecce, Giuseppina Esposito, Giulia Giannola, Giuseppe Manigrasso, Mauro Rescigno, Vito Pace, Angelo Ricciardi, Roxy in-the-box, Nello Teodori, Angelo Volpe, promuovono un dialogo tra la dimensione storica del luogo e quella presente dell’arte contemporanea.

venerdì 5 settembre 2014

LA BABELE IN EDILIZIA

foto Claudio Riccio/Flickr

A ogni città il suo vocabolario: norme edilizie, invincibile Babele

di Sergio RIZZO

Un problema «formale» l’ha definito il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. Quale sia la «formalità» così decisiva da far saltare la semplificazione più importante contenuta nel decreto «sblocca Italia», non è dato sapere. L’unica cosa certa è che la norma con la quale si stabiliva che gli 8 mila Comuni italiani avrebbero avuto un regolamento edilizio uguale per tutti è misteriosamente scomparsa nella notte fra lunedì e martedì. Evaporata, volatilizzata, dissolta. Lupi dice che se ne parlerà in sede di conversione del decreto nel Parlamento. Oppure in un altro provvedimento.

mercoledì 3 settembre 2014

LA BUONA SCUOLA




Il Governo ha appena annunciato il progetto di riforma denominato "La Buona Scuola".
Si tratta di linee guida su cui aprire un dibattito col mondo della scuola, per avviare nel 2015 le riforme vere e proprie.
Per scaricare il materiale vai al sito: passodopopasso.italia.it
Il 15 settembre parte la campagna di ascolto del mondo della scuola.
Torneremo sicuramente sugli argomenti indicati nelle linee guida.